Riporto qui la versione integrale di un articolo che ho scritto per la rivista giovanile Zai.net a proposito del IV Meeting Internazionale sulle Politiche Giovanili che si e' appena concluso.
"La cittadinanza attiva e’ per tutti, sopratutto per i giovani."
I giovani fanno parte della societa’ e vivono la realta’ di tutti i giorni come qualsiasi altro adulto. Questo e’ ovvio per noi ragazzi, eppure ne viviamo di difficolta’. Spesso per farci ascoltare o per toglierci di dosso delle etichette che non ci appartengono dobbiamo faticare parecchio e quando si tratta di farci prendere sul serio dalle autorita’ politiche il discorso si complica ancora di piu’. Ad Urbino, pero’, sono quattro anni che istituzioni aperte di mente e disposte ad ascoltare riuniscono gruppi di giovani come me per partecipare a un meeting di livello internazionale sulle politiche giovanili. Ogni anno il tema cambia ma tiene conto dei lavori svolti in precedenza e quest’anno il tema era la “cittadinanza attiva”; un’occasione per scambiare idee e opinioni sugli strumenti, i metodi e i linguaggi che portano alla riscoperta e alla salvaguardia della partecipazione, alla condivisione e celebrazione di valori civici. Perche’ questa attenzione? In quanto giovani noi facciamo parte di una classe sociale non protetta, siamo spesso i piu’ vulnerabili di fronte a problemi come la disocupazione e la precarieta’, eppure in quanto gruppo demografico ne abbiamo di forza! In Asia, per esempio, l’eta’ media e’ di 28 anni, il che vuol dire che oltre la meta’ della popolazione del mondo fa parte della nostra stessa fascia demografica. Nei paesi in via di sviluppo, dove vive l’80% del mondo, i giovani costituiscono oltre il 70% della popolazione. E se e’ vero che i numeri fanno la forza, allora e’ ora di far capire al resto del mondo, sopratutto alle autorita’ italiane, che noi non siamo un peso sulla societa’ ma piuttosto una risorsa. In un mondo che diventa sempre piu’ globale ed interconnesso le nostre azioni a livello locale, in Italia, possono avere un grande impatto e su larga scala. Questo vuol dire che se problemi come la fame nel mondo o il cambiamento climatico colpiscono sempre piu’ persone, anche il nostro impegno come cittadini attivi puo’ arrivare lontano ed ispirare altri giovani ad attivarsi e coinvolgersi personalmente in quello in cui credono. Ad Urbino si e’ parlato proprio di questo: in uno spazio accogliente e disponibile, delegazioni di giovani italiani e europei si sono incontrate per parlarsi e confrontarsi sui loro problemi e i loro successi. Attraverso l’uso dell’Open Space Technology, un modello innovativo per stimolare gli scambi (anche interculturali) noi giovani abbiamo discusso delle nostre esigenze, abbiamo fatto piani per il futuro e abbiamo formulato domande e richieste forti che poi abbiamo presentato ai rappresentanti di uffici istituzionali di tutta Italia.
Perché i giovani sono piu’ di una semplice risorsa, spesso sono veri e propri innovatori e stimolatori sociali. Basta pensare alle grande rivoluzioni degli ultimi anni: dai nuovi strumenti dell’ “information technology”, passando per il World Wide Web e arrivando ai software Open Source; in prima linea c’eravamo sempre noi. E oggi questi strumenti, a partire dal cosidetto Web 2.0 (quello che ci permette di scambiare idee e di rendere i media ancora piu’ collaborativi e democratici) sono una vera e propria risorsa per noi che vogliamo attivarci per cambiare le regole del gioco. Io ad Urbino ci sono andata proprio per rappresentare l’organizzazione per la quale lavoro, TakingITGlobal (TIG), che di giovani e tecnologia se ne occupa costantemente. TIG e’ nata sette anni fa da due ragazzi che all’epoca avevano diciasette e dicianove anni e che volevano aiutare i giovani ad entrare a far parte dei processi decisionali globali. Mike e Jen, i due fondatori, in poco tempo hanno creato una comunita’ on-line che attraverso l’uso di strumenti innovativi oggi riceve oltre un milione di “hits” al giorno e che permette a giovani di ogni parte del mondo di saperne di piu’ sui problemi che affligono il pianeta.
TIG aiuta i giovani a scoprire le tante risorse professionali e finanziarie a loro disposizione, ne stimola la crescita personale e il dialgo interculturale attraverso l’uso di un sito che viene usato dai giovani in oltre 200 paesi del mondo e disponibile in 12 lingue, italiano incluso. La tecnologia non deve per forza essere sinonimo di mancanza di ideali ed impiego frivolo del tempo; chi usa il Web 2.0 questo lo sa. Infatti ad Urbino si e’ parlato anche del bisogno vero di un’educazione ai nuovi media e ad un modello educativo e formativo che ci consenta davvero di entrare a far parte della sfera europea ed internazionale. Soprattutto c’è bisogno di far comprendere alle autorita’ locali che i vecchi modelli del fare politica, quelli basati sulle gerarchie, sul potere e sull’oscurantismo, vanno assolutamente riformati. Il Web 2.0 questo ci costringe a farlo, facilitando gli scambi in tempo reale, la meritocrazia e soprattutto la trasparenza. Ora che siamo sempre più collegati tra di noi, per via della crescita dell’Unione Europea e grazie ai nuovi strumenti a nostra disposizione, poter usare la tecnolgia per il sociale non e’ piu’ un’utopia. E’ un luogo di lancio che ci permette di amplificare la nostra voce e di far conoscere la nostra realta’ locale ad altri giovani, italiani e non, per poter finalmente dire “noi ci siamo e siamo pronti ad impegnarci.”
Per saperne di piu' su Zai.net: www.zai.net